Nel pieno dell'assedio di Sarajevo un vecchio poeta, lasciato da solo da moglie e fìglia fuggite in Croazia, si ritrova improvvisamente in casa due ragazzini scampati ai massacri delle campagne. Si creerà così una nuova fàmiglia per il poeta cinico a stralunato e i tre si metteranno alla ricerca degli zii dei ragazzi nella città assediata, trovando altre sofferenze a altri orrori.
Diretto da un regista bosniaco e co-sceneggiato dal poeta Abdulah Sidran, il film trascende le vicende dei tre protagonisti. È infatti la città sotto gli attacchi dell'artiglieria pesante la vera protagonista. Di essa ci viene raccontata, a volte con tratti surreali e ironici, a volte con brutalità disarmante, la quotidianità dei suoi abitanti fatta di dramma, ma anche di voglia di vivere, di grandi conflitti, ma anche di piccoli litigi.
Diretto da un regista bosniaco e co-sceneggiato dal poeta Abdulah Sidran, il film trascende le vicende dei tre protagonisti. È infatti la città sotto gli attacchi dell'artiglieria pesante la vera protagonista. Di essa ci viene raccontata, a volte con tratti surreali e ironici, a volte con brutalità disarmante, la quotidianità dei suoi abitanti fatta di dramma, ma anche di voglia di vivere, di grandi conflitti, ma anche di piccoli litigi.

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