mercoledì 27 maggio 2015

LE DONNE VITTIME INDISCUSSE DELLA GUERRA

Le donne nell’ambito sociale, all’interno della famiglia, sono state da sempre un conforto per tutti i famigliari. Erano loro, prima della guerra, a tenere salda e unita una famiglia e in qualche modo a portarla avanti, non tanto economicamente, ma soprattutto moralmente. Non avevano tanta libertà di espressione, ma il loro ruolo nella famiglia al momento bastava. Con la guerra anche quest’unica certezza svanì. Le donne dovevano assistere alle uccisioni di figli, mariti, padri, madri e alla violenza sessuale subita dalle figlie e soprattutto dovevano subire tutto questo in silenzio. Non  c’era modo di ribellarsi perché loro erano diventate veramente un oggetto che non aveva niente di diverso da una semplice sedia o da un semplice tavolo. Venivano semplicemente usate, maltrattate, uccise. Furono usate per umiliare i maschi nemici dei militari perché loro non potevano tollerare, anche per la credenza religiosa, che la loro donna venisse toccata da un altro uomo. Cosi le donne si ritrovavano perdute in quella guerra, abbandonate dai mariti e violentate dai militari. Il numero registrato di donne violentate è di circa 50000. Le donne, quindi stavano inermi e consapevoli che anche solo un piccolo gesto di ribellione avrebbe portato alla loro morte o a quella dei propri cari.


Iman Bentabet





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